mercoledì 27 maggio 2009

Una delle tante mail di questi giorni di rassegnazione

"Ciao Marco
Ho fatto di tutto per avere un meeting con la Protezione Civile, poi ho provato con la Regione, è stato inutile, la burocrazia regna sovrana. Ti fanno capire che forse ti possono aiutare, poi ti chiedono un documento, tu gli dici che è difficile procurarselo perche tutto è fermo, Comune, Anagrafe etc. e loro dicono peccato... è quasi una farsa ma è stato sempre cosi e in Italia le cose non cambiano facilmente, nel frattempo i soliti costruttori o italiani furbi fanno i soldi è ottengono privilegi.
Comunque sono abbastanza tranquillo in questo caos, ho appena letto, il Messaggero di ieri che gli affitti qui a L’Aquila sono triplicati... guarda caso!!!!!! sto cercando di vedere le cose in un modo diverso.
Ho deciso di non stare piu a guardare e aspettare... mi trovo se è possibile una stanza da affittare o una caravan e continuo la mia vita sensa preoccuparmi troppo... devo scrivere il mio libro senza piu interruzioni costi quel che costi...
Ti ringrazio sempre del tuo aiuto, mi farà sempre piacere vederti e fare qualcosa con te nel futuro quando le cose saranno migliori e magari vederci a Roma.
Ciao Mario"

La mail è arrivata oggi e chi la scrive è una delle persone che in queste settimane abbiamo aiutato grazie al vostro contributo.

La storia di Mario è emblematica di come i volontari presenti a L'Aquila, a volte, siano impossibilitati a prestare aiuto a causa della cieca burocrazia... Mario è uno scrittore. Prima del terremoto si è trasferito da Sydney a L'Aquila per aiutare l'anziana madre ammalata. Durante i mesi di permanenza nella sua città natale ha deciso di fermarvisi per scrivere un libro sull'Abruzzo. Dato il lungho impegno ha pensato bene di chiedere la residenza... come spesso accade le lungaggini burocratiche hanno fatto in modo che dopo mesi (a me ne sono voluti sei per il passaggio da Mestre a Roma) Mario si trovasse ancora senza residenza e senza carta d'identità... Poi il terremoto... se prima tutto sembrava difficile ora diventa impossibile... Mario senza documento d'identità, senza residenza non ha diritto ad un posto in tendopoli e ora nemmeno ai pasti... si appoggia da amici e conta sul nostro aiuto... ma quanto sa di sale lo pane altrui... ora cerca di ricominciare... da pochi giorni ha un documento grazie al quale potrà trasferire i suoi soldi da un conto australiano ad uno italiano... ci vorrà un mese... nel frattempo gli staremo vicino.

martedì 26 maggio 2009

Prove tecniche di vita



girato il 20 05 2009 in presa diretta

Centro ludico-didattico

La vita nella tendopoli è difficile per tutti. La promiscuità rende difficile la quotidianità. Nella dignitosa disperazione di questa popolazione c'è chi è vittima tra le vittime: i bambini.
A loro è rivolto questo progetto.
Uno spazio temporaneo che li aiuti a crescere fuori dai problemi delle tendopoli in spazi dedicati esclusivamente alla loro formazione. Il progetto prevede degli spazi per le attività “in door” e delle attrezzature esterne per i giochi e per le attività all’aperto.


Il nostro desiderio è che venga realizzato dalle maestranze locali con il nostro supporto tecnico ed economico, in moda da riattivare anche le capacità operative degli adulti. Un dono dei genitori ai figli… un luogo nel quale la comunità possa ritrovare la speranza
per un futuro tutto aquilano.

L’intervento oltre alla sue estrema economicità è di facile ed immediata realizzazione grazie all’impiego di tecnologie a secco.
Stiamo cercando fondi e sponsor da parte di aziende che operano nel settore edile, e per rendere più appetibile il loro coinvolgimento abbiamo coinvolto il mondo della musica e del cinema, in modo da aprire una porta nel mondo dei mass media.
Alla “grancassa massmediatica” partecipano Caparezza e l’attore Ettore Bassi.
Non finiremo mai di ringraziarli e non solo per il loro impegno ma per la grande umanità ed il conforto, a volte anche psicologico, che ci offrono in queste ore nelle quali il sordo tonfo delle porte che si chiudono la fa da colonna sonora…

Permettetemi di ringraziare Florence, Federica, Dimitri, Lollo, Davide (il mulo di trieste) per l’impegno che hanno o stanno profondendo presso le aziende per cui lavorano.


Per tutti quelli che se lo stanno chiedendo, l'attività progettuale profusa è impegno volontario dello studio di cui sono socio...

questo è quanto noi possiamo dare... ben vengano altre soluzioni o contributi professionali!!!

PROMESSE DA MARINAIO

Ho promesso mille volte che lo avrei aggiornato sto bloghetto... oggi mi premuro di informarvi che la cassa si è rimpinguata di un bel po’ di euro grazie agli amici di Mestre: Anna, Sebastiano e tutti gli amici della scuola di cucina "Peccati di gola" di Roberta Molani.

Nelle prime ore del nostro impegno siamo stati supportati dagli amici romani:
Daniele e i colleghi della Nexse s.r.l
gli amici e i parenti di Betta
Federica e Valeria che con Betta ed il sottoscritto sono state preziose nella missione di sabato 11 aprile(dettagli in "Diario 2" ancora da pubblicare)
Luca, Ale e il buon Elia
Marco e i suoi fratelli sardi
Anna, Checca, Mapi
Raffa e Giulia
L'elenco per fortuna è lunghissimo e spero di essere perdonato da tutti quelli che non ho ricordato... sarò ben lieto di aggiornare l'elenco ed integrarlo con nuove informazioni.
Con i vostri contributi abbiamo fornito tende, cibo, attrezzature da campeggio... Ad oggi in cassa abbiamo circa 1.400,00 euro... vorremmo impiegarli il meglio possibile, per ciò stiamo verificando le reali necessità.
Sicuramente nei prossimi giorni porteremo latte ed un girello al piccolo Sebastian (4 mesi)che per forza di cose sta crescendo velocemente… domenica scorsa mamma e papà l’hanno portato al lago a pescare!
Rimarranno molti soldi che utilizzeremo per interventi mirati…

La necessità più grande però è quella di trovare una soluzione per risolvere il problema degli alloggi temporanei.
Non ci mancano le aree su cui realizzarli, e nemmeno le idee… facciamo difficoltà a trovare sponsor e mezzi: quasi tutti hanno contribuito alla raccolta fondi della Protezione Civile. Come già detto il nostro compito non è quello di sostituirci alla P.C. Stiamo cercando di aiutare persone che per le più disparate ragioni ha difficoltà ad essere raggiunta dagli interventi governativi.
Il nostro lavoro e aiuto alleggerisce le pene dei terremotati e diminuisce l’enorme e preziosa opera dei volontari organizzati.
Ma non demordiamo…

giovedì 7 maggio 2009

Diario 1

mercoledì 8 aprile 2009

E' una giornata difficile da affrontare. Due richieste di aiuto diverse e lontane tra loro mi costringono a scelte rapide ed efficaci.
Da un lato la mia famiglia che richiede presenza per affrontare le esigenze di un bimbo di qualche mese da troppi giorni influenzato e febbricitante, dall'altra la tragedia dell'Abruzzo resa viva dalla voce di alcuni miei ex studenti che chiedono aiuto.

Decido di rispondere, come posso, a tutti... esco tardi di casa dopo aver cambiato, nutrito, coccolato il mio pupozzo... con l'intenzione di rincasare per le operazioni di "messa a nanna"...Alle 10.00 A.M. sono al casello dell'autostrada A24... una brevilinea coda immobile preannuncia una lunga traversata.Alle 12.10 P.M. ho percorso 2 chilometri dal casello... un cordone della polizia stradale per l'incolonnamento dei mezzi sopra le 7,5 t ha ridotto l'autostrada a una corsia... ma la colonna si sta diradando e inizio a vedere il nero dell'asfalto.L'autostrada è un deserto...fa paura... attraversare viadotti e gallerie mette i brividi.

In 40 min sono all'uscita L'Aquila Ovest... obbligo di uscita. Le montagne sono ancora coperte di neve. Vista da qui la città è esattamente come me la ricordavo... nessuna traccia del disastro annunciato. Nemmeno 200 metri e tutto si palesa nella sua brutalità... buchi, voragini, contorsioni metalliche, cumuli di macerie, tetti schiantati a terra come se in precedenza fossero sorretti dal nulla... poche persone e tutte in divisa. Mi avvicino a chiedere informazioni ma nessuno è del posto... spaesamento.

Chiamo Ilaria la studentessa che ho riconosciuto il giorno prima in un'intervista sul TgX di turno. Devo recarmi a Pianola per portare acqua e qualche altro genere di primo soccorso.


Ciò che rimane della casa rosa di famiglia e molto rispetto al cumulo di macerie ingabbiato in quello che doveva essere un vettore per la ristrutturazione.



Una squadra dei Vigili del Fuoco di Lucca entra esce dalla casa trasportando tutto ciò che rimane... "hai visto M.... le tue scarpe nuove!"... e tutto vuole tornare alla quotidianità!


Sul prato di casa iniziano ad accumularsi ricordi e beni... alcune cianfrusaglie che da oggi diventano tasselli fondamentali di un'esistenza.


Sto per andarmene quando vedo la possibilità di montare un riparo di fortuna con il telo occhiellato comperato il giorno prima.

In una mezz’ora realizziamo quello che per un po’ sarà il luogo di aggregazione di una famiglia allargata a vicini e parenti più o meno prossimi… un riparo sotto al quale riunirsi e ricominciare…

Me ne vado malvolentieri… sento di lasciare un lavoro non finito… ritornerò… magari con nuove ed ulteriori forze…

Mentre mi allontano noto un edificio sventrato al cui interno si muove una esile figura… mi avvicino, salgo una scala tremolante apro una porta minuscola resa pesantissima dal disassamento dell’architrave e vi trovo una nonnina alla ricerca del libretto della pensione… davanti a lei il vuoto dovuto al crollo del muro e del solaio… la convinco ad uscire e mi preoccupo di trovare qualcuno che si possa prendere cura di lei… mi avvicino alla strada che costeggia ciò che riamane della casa… non faccio in tempo a fermare una jeep dei Carabinieri ma subito dopo si ferma quella della Guardia Forestale di L’Aquila… fortuna!Nell’auto c’è il prefetto!!!


Credo si chiami Gabrielli, e se non ho capito male è il nuovo prefetto… si mette subito a disposizione… non è da tutti… mi chiede di seguirlo con “la signora” al campo Arcobaleno dove provvederanno a fare la denuncia di smarrimento del libretto e la pratica per il nuovo… rimango senza parole… vista la disponibilità chiedo quale sia la situazione nella provincia… “nessuno ancora ha realmente compreso le dimensioni del disastro”… con un tono che non scorderò mai… quando si dice che le parole escono dal cuore non si riesce mai a descriverne il suono… non lo dimenticherò!
In una saxò carica di acqua e latte, che si muove a fatica, chiacchiero del più e del meno con la nonnina… scopro che nella vita era stata la governante di molti dei prefetti che avevano preceduto il nostro salvatore… che dire!
Lascio nonna -nella concitazione mi son dimenticato di chiederle il nome- al campo Arcobaleno coccolata dalle attenzioni di un anziano vicentino, volontario della protezione Civile, che parla solo in dialetto (quando si parla di multiculturalità non siamo secondi a nessuno).

Ogni saluto ha il peso di un addio… stavolta trattengo a stento le lacrime…
Proseguo la mia consegna porta a porta… e nella successione incontro:
- Ex immigrato nel Lussemburgo rientrato a Pianola da due anni con la moglie

- Cesarino… che non vuole scendere dalla sua montagna... e che afferma sia Dio ad avermi mandato

- una famiglia italo-moldava

A tutti lascio viveri, teli antipioggia, fornellini da campeggio e il mio numero di telefono… perché ho capito che non finirà qui… ormai mi sono fatto coinvolgere.

Faccio rientro a casa abbraccio la mia fortunata famiglia e aspetto che i miei nuovi amici mi chiamino…